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Chi fa volontariato vive più a lungo

Il volontariato è un buon modo per aiutare gli altri e, allo stesso tempo, aiutare se stessi. Ricercatori americani, infatti, suggeriscono che le persone – e in particolare gli anziani – che fanno volontariato vivono più a lungo. Lo studio, presentato ai primi di maggio 2009 al meeting annuale dell’American Geriatrics Society tenutosi a Chicago ha evidenziato come l’attività di volontariato sia un efficace metodo predittivo della diminuzione di mortalità tra gli anziani, anche tenuto conto di diversi fattori condizionanti. I ricercatori fanno notare che precedenti studi avevano già suggerito un collegamento tra l’attività di volontariato e un miglioramento nel tasso di mortalità,

ma non prendevano in considerazione tutte le possibili variabili come, ad esempio, lo stato socio-economico, le condizioni di salute e altri fattori. Per evitare confusione e per ottenere dei dati più reali, i ricercatori dell’Università della California di San Francisco e del San Francisco VA Medical Centre, si sono assicurati di analizzare persone sane al momento dell’indagine. Nonostante siano stati tenuti in considerazione molti dei fattori potenzialmente influenzanti come le condizioni di salute e l’impatto socio-economico, i risultati preliminari hanno già mostrato un ridotto tasso di mortalità. Lo studio ha coinvolto 6.360 pensionati di età superiore ai 65 anni già oggetto dell’Health and Retirement Study (HRS) del 2002. Questo studio è considerato rappresentativo della popolazione degli anziani negli Stati Uniti. L'età media delle persone era di 78 anni, di cui il 60% di sesso femminile. Ai partecipanti è stato detto di compilare un questionario che comprendeva domande riguardanti l’eventuale attività di volontariato presso centri religiosi, educativi, organizzazioni caritative o sanitarie. In più sono stati sottoposti a esami per valutare lo stato di salute, sia fisica che psichica. I risultati hanno riportato che tra le morti avvenute nel tempo il 12% apparteneva al gruppo che si dedicava al volontariato, mente il 26% al gruppo che non lo praticava. I ricercatori suggeriscono che la più bassa mortalità può essere dovuta anche a una maggiore autostima che questo genere di attività promuove, grazie anche alla rete di contatti sociali che ne consegue. Il fatto di sentirsi ancora utili rende le persone più attive e vitali: questo potrebbe tradursi in maggiore senso di benessere psico-fisico che ha un’influenza sulla salute in generale.(lm&sdp)

 
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